Quadro generale dell’adozione nazionale ed interna

Le motivazioni sociali della presenza di bambini in stato di abbandono

Nella Repubblica Ungherese, che pure tra i Paesi dell’Europa dell’Est è una delle più evolute, molte delle 19 regioni presenti, si trovano in difficoltà per gli alti tassi di disoccupazione, la grande percentuale di zone alluvionate, la presenza di strutture e fabbriche abbandonate. In particolare le regioni più povere sono quelle di Szabolcs-Szatmàr, Borsod-Abaùj-Zemplèn, Nògràd, Heves, Bèkès, Csongràd, Baranya, Tolna.
La disgregazione delle famiglie, la presenza di ragazze madri, che non sono nelle condizioni di potersi prender cura dei propri bambini, fa sì, che resti ancora alto il fenomeno dell’abbandono. Tra la fascia più a rischio vi sono principalmente le famiglie rom.

Secondo la soprannominata ricerca i più frequenti motivi dell’abbandono dei minori sono i seguenti:

1. motivo economico 18.3%
2. abbandono presso l’ospedale 9.0%
3. problema mentale del genitore 8.8%
4. ragazza madre 8.1%
5. negligenza dei doveri 8.0%
6. alcolismo 7.7%
7. malattia del bambino 7.4%
8. genitori senza tetto 7.3%
9. maltrattamento 3.7%
10. madre istituzionalizzata 3.3%
11. carcerati 3.2%
12. malattia del genitore 3.1%
13. rinuncia del bambino giuridicamente 2.7%
14. comparsa della madre 2.1%
15. altro 1.7%
16. abbandonati dalla madre 1.6%
17. madre minorenne 1.2%
18. conflitto famigliare, divorzio 0.9%
19. padre da solo 0.8%
20. decesso della madre 0.3%
21. nuova gravidanza della madre 0.3%
22. genitore straniero 0.3%
23. rapporto causale, violenza sessuale 0.2%
24. decesso del genitore affidatario 0.1%

In tutto: 100.0%

 

Riassumendo, i maggiori motivazioni del rischio abbandono:        

Economico (disoccupazione…),  Disagio sociale (ragazze madri, inadeguatezza dell’abitazione, genitori carcerati…),  Negligenza dei doveri genitoriali (maltrattamento, mancato accudimento…),  Condizioni di salute dei genitori ( problemi mentali, alcolismo…).Tra le fasce più a rischio vi sono principalmente le famiglie rom. Questo significa che nonostante la popolazione rom sia indicativamente il 2 per cento, più di un terzo dei bambini che vengono inseriti nel circuito dell'adozione internazionale sono rom.


Iter ungherese per la tutela dei minori

 
Ai sensi della vigente normativa ungherese, qualora un bambino sia accolto in affidamento provvisorio, l’ufficio tutelare, entro 30 giorni dall’arrivo del bambino, è tenuto a verificare la necessità dell’istituzionalizzazione. Allorquando le condizioni permettono di reinserire il bambino nella sua famiglia biologica, l’ufficio tutelare è tenuto a prendere atto di questo. Nella realtà, invece, molto raramente accade che i responsabili riescono a rispettare i termini previsti dalla legge. Di conseguenza passano più di 90 giorni, prima che l’autorità ungherese verifichi, se non altro, almeno la situazione reale dei bambini.

In Ungheria l’istituto dell’adozione si manifesta in due diverse tipologie giuridiche: l’adozione aperta e l’adozione piena (segreta). La prima non comporta la rottura del legame di filiazione tra genitori biologici e minore, e non solo da un punto di vista giuridico ma anche, ove possibile, affettivo.

La seconda invece costituisce in capo all’adottato tutti i diritti e i doveri che derivano dallo status di figlio legittimo e interrompe il legame di filiazione con i genitori naturali.
L’adozione internazionale è possibile esclusivamente nella forma piena (segreta) secondo la legislazione ungherese.

Legislazione vigente in merito alla procedura di adozione


L’Ungheria ha ratificato la Convenzione dell’Aja con la Legge n. 80/2005 ed in seguito la norma è entrato in vigore dal 1 agosto del 2005.
L’autorità centrale incaricata di soddisfare agli obblighi che le sono imposti dalla Convenzione in Ungheria, è sempre il ministero che è incaricato per le politiche sociali, attualmente, è il Ministero delle Risorse Umane, Dipartimento Direzione Generale per la Famiglia e per la Politica Demografica della Popolazione.  
In Ungheria, l’adozione è concessa preferibilmente a coppie sposate, ma non viene esplicitamente esclusa, nell’ambito nazionale, l’adozione da parte dei single. L’adottante deve essere una persona avente capacità giuridica e capacità di agire. Gli aspiranti genitori adottivi devono aver seguito un percorso di formazione e le differenze di età fra adottato e adottanti non deve essere inferiore ai 16 e superiore ai 45 anni.
Possono essere adottati i minori i cui genitori biologici hanno espresso il proprio consenso all’adozione, ovvero sono stati dichiarati decaduti dalla potestà genitoriale dal Tribunale Civile. Il consenso all’adozione, può essere prestato dalla madre anche prima della nascita del bambino e revocato fino a sei mesi di età dello stesso. L’organo competente a dichiarare l’adozione è l’ufficio tutelare. Nessun adottato può essere oggetto di una nuova adozione tranne che da parte del coniuge dell’adottante.
Si può procedere alla dichiarazione dell’adottabilità del minore prescindendo dal consenso dei genitori biologici quando i genitori biologici non intrattengono alcuna relazione con esso per un periodo superiore a 6 mesi.

Il procedimento inizia con la presentazione della domanda di adozione da parte dell’adottante, depositata presso il Ministero delle Risorse Umane, Dipartimento Direzione Generale per la Famiglia e per la Politica Demografica della Popolazione.  
Gli aspiranti genitori stranieri, alla domanda d’adozione devono allegare i seguenti documenti, per i quali non deve essere trascorso più di tre mesi dalla data del loro rilascio, tradotti  in lingua ungherese e legalizzati:
a.) relazione dei servizi sociali;
b.) documentazione relativa al reddito;
c.) decreto di idoneità all’adozione;
d.) certificato di cittadinanza, matrimonio, nascita; casellario giudiziale;
e.) una dichiarazione con cui l’adottante afferma di essere motivato ad adottare (missiva),
f.) richiesta di registrazione nell’elenco degli aspiranti genitori adottivi;
g.) certificato medico;
h.) album fotografico.

L’Autorità Centrale successivamente all’avvenuto abbinamento trasmette una relazione psicologica, pedagogica e medica non inferiore ai 3 mesi circa l’identità del minore, la sua adottabilità, il suo ambiente sociale, la sua evoluzione personale e familiare, anamnesi sanitaria del minore stesso, nonché sulle sue necessità particolari. Inoltre, i futuri genitori adottivi (al momento dell'abbinamento) sono invitati a rilasciare una dichiarazione in merito alla loro decisione definitiva sull’adozione del bambino scelto.

Se i futuri genitori adottivi dichiarano la loro volontà di adottare il bambino scelto il Ministero avvisa immediatamente il competente ufficio tutelare al fine di iniziare il procedimento amministrativo trasmettendo i relativi documenti della coppia .

Le autorità Ungheresi sono attente alla preparazione dell’adottando all’incontro con la famiglia. Il periodo preadottivo ha la durata di 30 giorni obbligatori. Prima dell'affido preadottivo la famiglia è invitata ad interagire con il minore per alcune ore al giorno, in un contesto di monitoraggio da parte dei servizi locali. La permanenza in Ungheria è obbligatoria per i genitori per un periodo di circa 40-45 giorni.

Dopo che é passato il periodo d’affidamento preadottivo l’ufficio tutelare pronuncerà l’ordinanza definitiva di adozione.

Per quanto riguarda il diritto del bambino adottato di conoscere le proprie origini, la norma ungherese stabilisce che l’adottato ha diritto a richiedere informazioni circa le proprie origini e l’identità dei genitori biologici una volta divenuto maggiorenne o – nel caso ci sia il consenso dei genitori adottivi - quando ha un età superiore ai 14 anni. In questo caso, sempre nel suo unico interesse, le informazioni possono anche non venire rilasciate.
Ai sensi della normativa ungherese riconoscimento dell’adozione può essere rifiutato da uno Stato contraente alla convenzione Aja solo se essa è manifesta contraria all’ordine pubblico, tenuto conto dell’interesse superiore del minore.

Il riconoscimento dell’adozione comporta quello del legame di filiazione tra il minore ed i suoi genitori adottivi, della responsabilità parentale dei genitori adottivi, della rottura del legame preesistente di filiazione tra i minore, sua madre e suo padre, se l’adozione produce questo effetto nello Stato contraente in cui ha avuto luogo.

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